attualità

I mancini sono più intelligenti di chi scrive con la mano destra: lo studio

di  redazione  -  10 gennaio 2019

I mancini sono più intelligenti di chi scrive con la mano destra: lo studio

Essere mancini è davvero una differenza non da poco nella vita quotidiana. Infatti molti dei dispositivi che usiamo ogni giorno e che vengono commercializzati sono stati progettati per l’uso con la mano destra, con risultati piuttosto grotteschi per i malcapitati mancini che sono costretti ad utilizzarli.

Eppure c’è un’altra faccia della medaglia: pare infatti che i mancini siano dotati di particolari abilità che nei destrorsi sono meno frequenti. Nel 2006 un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University e della Lafayette University ha rilevato ad esempio che, a livelli alti di istruzione, i mancini guadagnano tra il 10 e il 15% in più dei loro colleghi destrimani.

Vediamo altre caratteristiche per cui i mancini – che vi ricordiamo rappresentano circa il 10% della popolazione – sono da considerarsi delle persone speciali.

Secondo varie ricerche condotte e pubblicate dall’American Journal of Psychology, i mancini hanno una marcia in più quando si tratta di creatività. Lo sviluppo del loro cervello li porta ad esplorare soluzioni trasversali e creative di fronte ad un problema. Jimi Hendrix, Paul McCartney, Bob Dylan, Chaplin, Vincent Van Gogh, Leonardo Da Vinci, Paul Klee, Michelangelo Buonarroti, Henri de Toulouse Lautrec, Peter Paul Rubens, sono solo alcuni dei nomi della lunga lista di mancini che fanno parte dei grandi artisti della storia.

A quanto pare, il 20% dei membri del Mensa International – la più grande e antica associazione di persone selezionate in base al quoziente intellettivo – usa la mano sinistra. Albert Einstein e Marie Curie ne sono la prova.

Nel 2005 uno studio francese ha messo in relazione la caratteristica dell’uso della mano e l’aggressività. Ne è venuto fuori un dato curioso: le popolazioni più agguerrite avevano un’incidenza del 27% di mancinismo, che scendeva al 3% nei popoli più pacifici. Chissà che questa caratteristica non si sia poi tradotta in un’aggressività “mentale” che permette ai mancini di perseverare nei loro obiettivi…

In questo caso è la statistica a determinare il risultato. Essendo i mancini una piccola percentuale della popolazione, è piuttosto probabile che un atleta si alleni contro avversari destrimani. Ciò lo rende impreparato nel momento in cui si trova davanti un avversario mancino, capace di colpi imprevedibili. Il tennis (ricordiamo che Nadal è mancino), la boxe o il badminton sono gli sport in cui questa disparità si fa più evidente. (Curioctopus)