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La sindrome del cuore spezzato: stress e dispiaceri fanno male come un infarto

di  redazione  -  18 Marzo 2019

La sindrome del cuore spezzato: stress e dispiaceri fanno male come un infarto

Spesso, quando si parla di cuore infranto o cuore spezzato ci si riferisce a una condizione psicologica, che insorge a seguito di eventi emotivamente provanti e a causa della quale ci si sente giù di morale.

Tuttavia, attorno ai primi anni ’90, alcuni ricercatori giapponesi hanno dimostrato l’esistenza di una cardiomiopatia – ovvero una malattia del miocardio, il muscolo del cuore – che insorge proprio a seguito di forti stress emotivi (lutti, gravi afflizioni, grandi arrabbiature ecc) o stress fisici (sforzo esagerato, delicato intervento chirurgico ecc).

Tale problema, per il quale è stato coniato il termine sindrome del cuore infranto o cardiomiopatia di takotsubo, è generalmente temporaneo, ma può portare anche alla morte chi ne è vittima.

 

ALCUNI POSSIBILI CAUSE

Come in tutte le cardiomiopatie, anche la cardiomiopatia di takotsubo è caratterizzata da una modificazione anatomica del miocardio che si ripercuote negativamente a livello funzionale, riducendo le capacità contrattili del cuore.

Ma cos’è di preciso che induce tutto ciò?

Attualmente, l’esatto meccanismo patologico è poco chiaro ed esistono diverse teorie.

Secondo alcuni studiosi della malattia, i forti stress emotivi o fisici indurrebbero un forte rilascio di ormoni (probabilmente adrenalina e noradrenalina), i quali sono dannosi per le cellule del miocardio. Sembrerebbe infatti che, dopo il loro rilascio, gli ormoni vadano a “stordire” il tessuto muscolare che costituisce il ventricolo sinistro, alternandone prima la forma e poi la funzione.

Secondo altri ricercatori, invece, i forti eventi stressanti causerebbero uno spasmo temporaneo delle coronarie – i vasi arteriosi che ossigenano il miocardio – e ciò altererebbe la normale anatomia cardiaca.

Fonte: my-personaltrainer.it